| Immersioni in Gallura |
La zona è una
pacchia per gli appassionati dell'immersione.
Il Centro Sub di Tavolara, organizza uscite di
ogni genere: dall'archeologia, ai relitti, alla
fauna ittica, ma spicca la Grotta della Ghigliottina,
la Secca del Papa e il relitto d'un aereo della
prima guerra. Altre immersioni si possono effettuare
superando l'abitato di Porto San Paolo, svoltando
a sinistra per una sterrata individuabile da due
pilastri bianchi, giungendo così al promontorio;
a sinistra si nota un porticciolo nascosto e a
destra una serie di calette sempre poco frequentate,
da dove si possono individuare, a circa 200 mt.
dalla riva, i tronconi di una grossa nave affondata,
raggiungibile facilmente a nuoto, facendo uso,
come buona norma in presenza di relitti, della
necessaria cautela.
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| Il Vermentino |
| La coltivazione del Vermentino proviene
oggi da vigneti specializzati di recente impianto,
con allevamento a spalliera o appoggiato e, in minor
parte, da vigneti coltivati nella tradizionale forma
ad alberello. Nel nord Sardegna il Vermentino ha
trovato in Gallura l'ambiente ideale, donando al
vino intenso aroma e corposità . Da sottolineare
che i Vermentini di Monti furono i primi a chiamarsi
Vermentino, tra cui S'Eleme, l'Aghiloia, Funtanaliras,
tutti D.O.C.G.; non mancano i rossi di pregio a
base di uve autoctone "Caricagjola" quale
il Galana. Ovviamente non poteva mancare una festa
interamente dedicata al Vermentino e l'occasione
è offerta a metà agosto; assieme a degustazioni
di piatti tipici, hanno luogo convegni e incontri
per gli addetti ai lavori. |
| Olbia |
| Affacciata sull'omonimo Golfo, con
l'ampio e profondo porto naturale che vanta 2500
anni di storia, Olbia è con la stazione marittima
dell'Isola Bianca l'approdo ideale da e per il Continente,
da cui dista circa 250 km. (6-7 ore di navigazione;
3 ore circa con i traghetti veloci). Giungendo dal
mare il panorama colpisce per la singolare bellezza,
che a sud vede la sagoma maestosa di Tavolara, l'isola
calcarea alta più di 500 m, chiamata dagli antichi
romani "Hermaea" in omaggio al dio del
commercio e dei naviganti. Mèta di flussi internazionali,
incrementati dall'aeroporto Costa Smeralda, la città ,
in continua espansione, gravità attorno alle attivitÃ
turistiche, ai traffici portuali e alle crescenti
realtà del terziario e dei servizi. La città occupa
una superficie di circa 500 ettari, superiore a
quella del capoluogo di provincia Sassari ed è il
primo porto passeggeri in Italia. Nonostante il
nome (olbios=felice) porti a pensare a origini greche,
sono più accreditate quelle fenicio-puniche (V sec.
a.C.), come per tutti i villaggi costieri della
Sardegna. In epoca romana la città fu un importante
scalo commerciale con un attivo porto da cui partivano
e arrivavano navi per il rifornimento di merci da
e per la capitale. A partire dall'anno Mille Olbia
compare con il nome di Civita come sede episcopale
e come capitale del Giudicato di Gallura. Nel XIV
sec. passa sotto al dominio Aragonese con l'appellativo
di Terranova, che detiene fino al 1939 quando ritorna
a chiamarsi Olbia. L'attuale immagine di Olbia,
non più relegata a solo "posto di transito",
ha visto la riqualificazione del fronte urbano-portuale
con una serie di opere pubbliche quali il Tunnel,
il Museo Archeologico Nazionale e il Teatro, affacciato
sul Golfo, quest'ultimo caratterizzato dalle tipiche
coltivazioni di cozze. In progetto la realizzazione
del porticciolo turistico privato di Sa Marinedda.
Il centro storico, adiacente il lungomare e il Porto
Vecchio, si sviluppa attorno alla passeggiata di
Corso Umberto, Piazza Margherita, Piazza Matteotti,
con suggestivi angoli come il caratteristico quartiere
di Sa Rughe; dal centro si dirama anche Viale A.
Moro, moderna arteria commerciale che si collega
con Arzachena e tutta la costa. In centro si trovano
la Chiesa di S. Pietro e Paolo, il Palazzo Municipale,
la Biblioteca Comunale Simpliciana e l'ex-albergo
Italia oggi Olbia Expò; a piedi si possono raggiungere
anche le Mura Puniche, in Via Torino, le vestigia
puniche ritrovate in Via Nanni, i resti dell'Acquedotto
Romano, in Via delle Terme, e la splendida Basilica
di San Simplicio, ex cattedrale del Giudicato di
Gallura. Austera in stile romanico fu costruita
con tecnica mista di conci di granito e mattoni,
edificata a partire dall'XI secolo. Tra i monumenti
medievali più importanti dell'Isola, presenta una
interessante facciata caratterizzata da influssi
pisani e lombardi; il suo interno è a pilastri e
colonne, che sostengono il tetto a capriate e le
volte delle navate laterali. Nei muri sono inserite
pietre e lapidi provenienti da antiche costruzioni
romane, particolarmente dalle necropoli suburbane
che si estendevano lungo la via romana Olbia-Karalis.
La chiesa fu completata tra il secondo e il terzo
decennio del sec. XII. |
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